NOTES

“C’è un quadro di Klee che s’intitola Angelus Novus. Vi si trova un angelo che sembra in atto di allontanarsi da qualcosa su cui fissa lo sguardo. Ha gli occhi spalancati, la bocca aperta, le ali distese. L’angelo della storia deve avere questo aspetto. Ha il viso rivolto al passato. Dove ci appare una catena di eventi, egli vede una sola catastrofe, che accumula senza tregua rovine su rovine e le rovescia ai suoi piedi.
Egli vorrebbe ben trattenersi, destare i morti e ricomporre l’infranto. Ma una tempesta spira dal paradiso, che si è impigliata nelle sue ali, ed è così forte che egli non può chiuderle.
Questa tempesta lo spinge irresistibilmente nel futuro, a cui volge le spalle, mentre il cumulo delle rovine sale davanti a lui al cielo. Ciò che chiamiamo il progresso, è questa tempesta.”
“A Klee painting named 'Angelus Novus' shows an angel looking as though he is about to move away from something he is fixedly contemplating. His eyes are staring, his mouth is open, his wings are spread. This is how one pictures the angel of history. His face is turned toward the past. Where we perceive a chain of events, he sees one single catastrophe which keeps piling wreckage upon wreckage and hurls it in front of his feet. The angel would like to stay, awaken the dead, and make whole what has been smashed. But a storm is blowing from Paradise; it has got caught in his wings with such violence that the angel can no longer close them. This storm irresistibly propels him into the future to which his back is turned, while the pile of debris before him grows skyward. This storm is what we call progress.”
(Walter Benjamin, Angelus Novus, 1940)
Wim Wenders, New York, November 8 2001 
“Non sono un fotografo di paesaggi. Mi interessano le persone. Mi interessa la nostra civilizzazione. Mi interessano le tracce che lasciamo nei paesaggi, nelle città e nei luoghi. Ma aspetto finché la gente non se ne va, finché sono fuori dall’inquadratura. I luoghi sono talmente più capaci di evocare le persone quando le persone non ci sono. Finché c’è una persona nell’inquadratura, tutti guardano quella persona. Se non c’è nessuno nell’inquadratura, l’osservatore può ascoltare la storia di quel luogo. E questo è il mio lavoro. Cerco di lasciare che i luoghi raccontino le loro storie su di noi. Così non sono un fotografo di paesaggi. Sono veramente interessato alle persone, ma il mio modo di trovare cose sulle persone è fare foto sulla loro assenza, sulle loro tracce.”

"I am not a landscape photographer. I am interested in people. I am interested in our civilisation.
I am interested in what traces we leave in landscapes, in cities and places. But I wait until people have gone, until they are out of the shot. So the place can start talking about us. Places are so much more able to evoke people when people are out. As soon as there is one person in the shot everybody looks at that person. If there is nobody in the shot, the beholder is able to listen to the story of that place. And that’s my job. I try to make places tell their stories about us. So I am not a landscape photographer. I am really interested in people, but my way of finding out things about people is that I do photos about their absence, about their traces." 
 
(Wim Wenders, Economist, October 2015)
Wenders_Corner with Cowboy - Butte, Mont
Wim Wenders, Corner with Cowboy - Butte, Montana